Chumbichumbi's Blog
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dic
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Preistoria. Zed vorrebbe essere un cacciatore ma è abile soprattutto nello sbagliare bersaglio. Ha un amico, Oh, timido e riflessivo, Entrambi hanno scarsa fortuna con le donne e la frustrazione induce Zed a mangiare una mela staccata dall’albero proibito. Costretti a lasciare la tribù e inseguiti dal più temibile dei guerrieri, che viene messo in condizione di non nuocere, i due si mettono in marcia. Lungo il percorso incontrano Caino e Abele (assistendo al biblico omicidio) e Abramo mentre sta per sacrificare Isacco. Giungeranno infine a Sodomia avendo ormai al seguito anche Caino.
Questo film secondo me è davvero bello perchè prende vari temi e li mette in versione comica penso anche per far capire quanto possano essere davvero insensati(e si parla di temi che sono stati presi troppo seriamente da alcune persone)
nov
18

S. STEFANO
Fabbricato sul luogo di un antico culto pagano, il complesso di S. Stefano (detto anche delle 7 chiese) si articola in una serie di edifici sacri (chiese, cappelle e monastero) davanti ai quali si apre la splendida piazza triangolare, chiusa al traffico e recentemente riportata al suo aspetto antico, con la pavimentazione a ciottoli che discende verso la facciata della chiesa principale, detta del Crocifisso.

Accanto ad essa si distinguono altri due edifici sacri (come si vede dalla prospettiva qui a fianco): l’ottagono del S. Sepolcro (originario del V secolo) e più a sinistra la romanica chiesa di S. Vitale e Agricola. Dietro questi si apre il Cortile di Pilato, sul quale si aprono altre 2 chiese (della Madonna di Loreto e della Trinità) e 3 cappelle (di S. Girolamo, S. Giuliana e della Consolazione). Da qui si raggiunge il meraviglioso Chiostro dei Benedettini, il cui portico risale al 1100.

La storia ultramillenaria, le preziose testimonianze paleocristiane e le molteplici stratificazioni architettoniche fanno del complesso di S.Stefano un luogo di eccezionale interesse storico, artistico e religioso, tanto da meritarle il nome di “Santa Gerusalemme” in Bologna.

nov
18

SAN LUCA
Il Santuario della Madonna di S. Luca sorge sul Colle della Guardia, a circa 300 mt di altitudine (circa 250 di dislivello rispetto alla città). L’attuale costruzione risale alla metà del ’700, ma ricopre un insediamento cultuale molto più antico. La pianta ellittica e la splendida posizione panoramica, che domina tutta la pianura padana (nei giorni limpidi non è difficile osservare l’arco alpino) ne fanno una tappa obbligata non solo per i turisti, ma per gli stessi bolognesi che spesso affrontano la salita per fede, per svago e anche per jogging.
In alto a destra, vediamo una suggestiva immagine del porticato di San Luca, che parte da Porta Saragozza ed abbandona l’antica strada per la Spagna (via Saragozza appunto) scavalcandola d’un balzo sul monumentale Arco del Meloncello (compiuto nel 1732), per poi inerpicarsi sul colle del Santuario. Le arcate del portico coprono tutti i 3,6 km del percorso, disseminato di 15 cappellette raffiguranti i misteri del rosario.

La foto aerea qui a destra mostra il Santuario che domina la città distesa alle sue pendici. Di notte la Basilica ed il portico sono illuminati in modo da essere ben visibili anche dalla provincia.

nov
18

S. FRANCESCO
La Chiesa di San Francesco di Bologna venne innalzata fra il 1236 e il 1254 per iniziativa della comunità Francescana della città.

Pur avendo una facciata in stile romanico, è tra le costruzioni italiane quella nella quale sono riflesse con maggiore fedeltà le forme gotiche francesi: interno a tre navate con deambulatorio absidale con corona di nove cappelle a raggiera, altissime volte con archi acuti, sorrette da costoloni, archi rampanti su contrafforti.

Notevoli l’alta facciata, di forme romano-gotiche, e la parte absidale col superbo slancio dei due campanili (il maggiore di ariosa architettura gotica del primo ’400 e l’altro del 1260) e degli archi rampanti delle cappelle radiali ai cui piedi si ergono i mausolei duecenteschi dei celebri glossatori Accursio, Odofredo e Rolandino de’ Romanzi. Da notare anche la magnifica pala marmorea dell’altare di Pier Paolo dalle Masegne (1392), le tombe rinascimentali, la sagrestia su disegno di Antonio di Vincenzo (fine del ’300), il chiostro dei Morti (sec. XIV) e il chiostro Grande a doppio loggiato (sec. XV-XVI).

Alle spalle della basilica, c’è un parco all’interno del quale si trovano le Tombe dei Glossatori, i sepolcri di alcuni tra i più celebri commentatori del Diritto Romano.

nov
18

S. DOMENICO
La chiesa di San domenico risale al XIII secolo, e fu costruita dai Domenicani accanto al convento dove morì il fondatore dell’ordine (1221). Il suo aspetto attuale si deve a C.F.Dotti che la modificò nel 1728; la chiesa si affaccia con una sobria fronte romanica, fiancheggiata dalla rinascimentale cappella Ghisilardi eretta su disegno di Baldassarre Peruzzi sulla piazza san Domenico, una fra le più belle della città.

L’esterno è molto semplice, mentre l’interno, a tre navate, è riccamente adornato. Nella navata maggiore si possono ammirare 10 grandi affreschi, nelle cappelle laterali altri affreschi, fra cui quello di San Tommaso, realizzato dal Guercino. Nella navata di destra si apre la cappella di San Domenico, nella quale è custodita la marmorea Arca di S. Domenico, uno dei più prestigiosi monumenti del duecento, opera di Nicolò Pisano, alcune delle statue che ornano l’arca (l’angelo portacendelabro a destra, San Petronio e San Procolo, sono invece di Michelangelo.

Le reliquie del Santo sono contenute nel reliquario di Jacopo Roseto, situato dietro l’arca. Nel piazzale che si apre davanti alla chiesa è la tomba di Rolandino, notaio bolognese.

nov
18

PALAZZO RE ENZO
Testimonianza dello splendore raggiunto da Bologna durante l’età comunale, Piazza Maggiore raccoglie intorno a sé i più importanti edifici della città medievale costruiti intorno al 1200 per essere la sede delle funzioni pubbliche.

Primo in ordine di tempo è il Palazzo del Podestà: costruito agli inizi del XIII secolo, fu la prima sede del governo cittadino nella persona del Podestà, la più importante autorità del Comune. Sotto le volte del portico si radunavano mercanti e artigiani mentre al primo piano c’erano gli uffici dei notai (che si sposteranno poi nell’omnonimo palazzo). Il palazzo era ed è sormontato dalla Torre dell’Arengo le cui campane venivano fatte suonare per chiamare a racolta i cittadini in occasione di eventi straordinari . I quattro pilastri angolari che sorreggono la torre formano il cosiddetto “Voltone del Podestà” e ai quattro angoli nel 1525 furono posizionate le statue dei santi protettori della città (S.Petronio, S.Procolo, S.Domenico, S.Francesco), statue realizzate in terracotta da Alfonso Lombardi. Il voltone è protagonista di un particolare fenomeno: i visitatori possono parlare tra di loro, anche a bassa voce, dagli angoli opposti del voltone. A partire dal 1484 iniziò una ristrutturazione per volere del Signore di Bologna Giovanni II Bentivoglio che desiderava abbellire il palazzo con forme rinascimentali ma i lavori rimasero incompiuti perchè egli fu cacciato da Bologna da una rivolta popolare.

Dopo soli 40 anni dala sua costruzione il palazzo del podestà fu affiancato da Palazzo Re Enzo, per poter accogliere adeguatamente la massiccia partecipazione popolare al governo. Il palazzo fu chiamato inizialmente Palazzo Nuovo proprio per distinguerlo da quello del Podestà ma poi cambiò nome per via di un episodio storico. Vi fu infatti rinchiuso prigioniero per 23 anni Re Enzo di Sardegna figlio di Federico II, vinto alla battaglia di Fossalta; sulla sua prigionia si raccontano numerose leggende che lo vedono protagonista di tentate fughe e segrete lieson amorose. Dal punto di vista architettonico il palzzo subì delle modifiche per mano di Antonio di Vincenzo alla fine del Trecento e per opera del Dotti nel Settecento. Restauri importanti furono eseguiti all’inizo del Novecento grazie ad Alfonso Rubbiani. Sotto il palazzo si apre la volta di un pittoresco quadrivio pedonale e sulla destra vi è l’accesso per la cappella di S.Maria dei Carcerati, dove si recavano i condannati a morte.

Accanto troviamo sempre affacciato sulla piazza, in via dei Pignattari, il Palazzo dei Notai costruito nel 1381 dalla società dei Notai allo scopo di farne la propria sede. In realtà il Palazzo venne costruito in due momenti differenti: la parte che si affaccia alla Basilica di San Petronio risale appunto al 1381 e venne costruita sotto la direzione di Berto Cavalletto e Lorenzo da Bagnomarinoma; quella che si affaccia a Palazzo d’Accursio fu rifatta da Bartolomeo Fioravanti nel 1437 circa. All’interno del palazzo si possono ammirare affreschi quattrocenteschi e lo stemma dei Notai. Nel 1908 fu completamente restaurato da Alfonso Rubbiani.

nov
18

PALAZZO COMUNALE
Come mostra la foto di sinistra, dopo il bel Palazzo dei Notai, la piazza è chiusa ad ovest dal Palazzo Comunale (o Accursio), un complesso architettonico monumentale ed articolato di origine trecentesca, i cui diversi bracci formano due ampi cortili interni e si prolungano fino alla via Ugo Bassi, costeggiando l’attigua Piazza del Nettuno.

Viene chiamato anche Palazzo d’Accursio perchè all’inizio fu l’abitazione di Francesco Accursio, giurista e maestro di diritto nello Studio Bolognese. Nel 1136 divenne residenza degli Anziani, la massima magistratura del comune e quindi sede del governo della città. Nel XV secolo fu ristrutturato da Fioravante Fioravanti che aggiunse tra l’altro l’orologio della Torre d’Accursio, che rende suggestiva la facciata del palazzo soprattutto di notte, grazie alla sua illuminazione. Altre ristrutturazioni architettoniche risalgono ai primi anni del XVI secolo dopo la caduta dei Bentivoglio.

Il Palazzo è attualmente la sede del municipio e al suo interno vengono conservate le memorie delle vicende storiche e politiche della città.
Il primo piano è oggi l’attuale Sala del Consiglio Comunale affrescata tra il 1675 e il 1677 da Angelo Michele Colonna e Gioacchino Pizzoli.
Al secondo piano si trova la Sala Farnese le cui decorazioni ripercorrono le vicissitudini della città dal Medioevo al Secento. Nella sala si trova anche la Cappella del Legato, in cui nel 1530venne incoronato imperatore Carlo V; gli affreschi della Cappella furono realizzati nel 1562 da Prospero Fontana.

All’interno del Palazzo comunale trova spazio in deiverse sale al piano alto il Museo “Giorgio Morandi”. Vi sono esposte 214 opere donate dalla famiglia del pittore che illustrano il percorso artistico di uno dei grandi maestri del Novecento in Italia. Nel museo si trovano anche la collezione personale di Morandi, una raccolta dei suoi oggetti personali e la ricostruzione del suo studio.

Il Palazzo Comunale , nella parte che dà su Piazza nettuno, dal 2001 è sede della Biblioteca Sala Borsa.

nov
18

LA FONTANA DEL NETTUNO
La costruzione della fontana monumentale fu voluta dal Cardinale Legato di Bologna Carlo Borromeo, con l’aiuto del vescovo Pier Donato Celsi, allo scopo di risistemare e dare lustro all’area di Piazza Maggiore.

La fontana avrebbe dovuto inoltre essere il simbolo del felice governo del neo eletto papa, e zio materno di Borromeo, Pio IV. L’opera fu progettata nel 1563 dall’architetto e pittore Tommaso Laureti . L’imponente statua in bronzo del dio Nettuno invece è stata realizzata per mano dello scultore fiammingo Jean de Boulogne da Douai, conosciuto poi come il Giambologna.

Per la costruzione della fontana e per assicurarle una bella vista fu abbattuto l’ isolato adiacente e la spesa fu ripartita tra le case e le botteghe vicine. L’alimentazione idrica della fontana avvenne con la costruzione dell’opera di captazione dei bagni di Mario (cisterna sotterranea con notevoli decori rinascimentali) e fu potenziata ristrutturando l’antica fonte Remonda (che è ancora funzionante e si trova sotto il convento di San Michele in Bosco) e convogliando le sue acque verso la piazza. L’ agosto del 1565 fu finita e si cominciò a dare l’ acqua.

nov
18

S. PETRONIO
Di fronte al Palazzo del Podestà si eleva la facciata incompiuta (eccone uno scorcio) di S.Petronio, splendida prova del gotico italiano.

Nel 1390, il comune di Bologna diede incarico a Antonio Di Vincenzo di dirigere i lavori di edificazione di una grande cattedrale in stile gotico, che nelle prime intenzioni voleva superare per dimensioni la Basilica di San Pietro a Roma (il progetto di tale maestosità fu bloccato per volere papale). La chiesa sarebbe stata dedicata a San Petronio, il santo protettore della città (che ne fu vescovo nel V secolo). Si aprì così un grande cantiere, secondo solo a quello del duomo di Milano.

La Basilica di San Petronio è infatti non solo la chiesa principale di Bologna ma le sue imponenti dimensioni (132 metri di lunghezza e 60 di larghezza, con un’altezza della volta di 45 metri) ne fanno la quinta chiesa più grande del mondo. L’enorme edificio è impostato secondo il gotico a tre navi coperte da volte cuspidate rette da dieci pilastri con alti capitelli fogliati.Lo spazio, che si dilata sia verticalmente sia orizzontalmente attraverso la serie di cappelle laterali, è esaltato dalla luce e dal cromatico dell’intonaco di rivestimento su cui spiccano, rossi, i costoloni e le cornici degli archi.

Pochissimi anni dopo la fondazione, non appena fu posta in opera la copertura, cominciarono i lavori di decorazione in puro stile gotico internazionale per opera, soprattutto, di Giovanni da Modena (in particolare Il Giudizio finale, Scene della vita di San Petronio e il Viaggio dei Magi).

I lavori si prolungarono a lungo nei secoli: dopo la realizzazione della prima versione della facciata furono iniziati i lavori per le cappelle laterali, che furono conclusi solo nel 1479. Le decorazioni della navata centrale sono ad opera di Girolamo Rainaldi mentre l’abbellimento della facciata con i nuovi portali minori fu ad opera di Jacopo della Quercia. Ma i lavori furono più volte fermati e ripresi: numerosi architetti (fra questi Baldassarre Peruzzi, Jacopo Barozzi Da Vignola, Andrea Palladio, Alberto Alberti) sono stato chiamati a proporre soluzioni artistiche senza mai trovare una soluzione definitiva.

A tutt’oggi la facciata risulta ancora incompleta (manca infatti la parte superiore del rivestimento esterno che oggi, come allora, è rimasto in cotto).

Nella chiesa è possibile ammirare anche una Meridiana costruita nel 1655 su progetto dell’astronomo Giovanni Domenico Cassini: i suoi 66,8 m di lunghezza ne fanno la più lunga linea meridiana al mondo.

La basilica fu trasferita alla diocesi nel 1929 e fu consacrata solo nel 1954 e solo dal 2000 conserva le reliquie del santo patrono.

nov
18

Le Case Isolani , Italia

Casa Isolani, al 19 di Strada Maggiore, è uno dei rari esempi di costruzioni civili del XIII sec.

 

Particolare la facciata, un altissimo portico formato da travi in quercia che sostiene il terzo piano della casa. Dalla casa comincia una suggestiva galleria (Corte Isolani) che, attraverso una serie di corti interne, sbuca su piazza S. Stefano, in corrispondenza di Palazzo Isolani. Questo palazzo del ’400 presenta uno stile misto tra gotico bolognese e rinascimentale toscano. I volti di sei personaggi inseriti in medaglioni circolari mostrano acconciature ottocentesche.

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